Intelligenza Artificiale: la quinta dimensione

Un’area che ha attratto un mucchio di interesse e considerevoli investimenti è sicuramente il campo dell’Intelligenza Artificiale, spesso abbreviato come AI.

L’obiettivo principale dell’AI è di imitare il comportamento umano.

Questa definizione ha causato nel passato molta confusione poiché si pensava che l’AI puntasse ad imitare gli esseri umani in tutta una serie di attività mentali mediante macchine elettroniche (chi non si ricorda l’esperimento di un robot che provava a fingere di essere una persona rispondendo a specifiche domande?) ed addirittura a migliorarne le abilità umane.

Oggi, per fortuna, l’AI è correttamente interpretata come quella disciplina nella quale le macchine imitano non tanto le attività mentali umane quanto piuttosto il comportamento umano per esempio nella guida delle auto, nelle risposte al telefono mediante centralini sempre più sofisticati o come nel caso di Cogenpower nel riuscire a far funzionare in maniera autonoma, intelligente ed efficiente una centrale di produzione combinata di calore e di elettricità con annessa una rete di teleriscaldamento (in breve siglato come sistema CHPDH).

Nella storia dell’AI ci sono state quattro direzioni specifiche lungo cui essa si è sviluppata.

  1. La prima direzione è sicuramente lo studio della robotica, che ha a che fare con le richieste e le necessità pratiche dell’industria di macchinari industriali, che possono eseguire diverse attività in maniera intelligente ed autonoma (solitamente anche pericolose o semplicemente la cui versatilità o complicazioni sono meglio gestite da bracci robotizzati che da essere umani). Spesso in questo campo i robot possono raggiungere velocità ed affidabilità ben oltre le capacità umane. Questo campo è oggi ancora in pieno sviluppo tecnologico.
  2. La seconda direzione è relativa alla fisiologia; in questo caso, l’AI è usata per imitare il comportamento del cervello umano (o di qualunque altro animale per ciò che ci riguarda) per mezzo di dispositivi elettronici e, dall’osservazione delle sue interazioni con veri esseri umani, si prova a dedurre teorie ed imparare come il cervello potrebbe funzionare.
  3. La terza direzione che è sempre stata rilevante nel passato ma che oggi ha visto una forte riduzione di interesse riguarda la filosofia, assumendo che l’AI possa aiutare a ricercare degli schemi e delle soluzioni su come la nostra mente (non il nostro cervello) lavora per elaborare e risolvere problemi.
  4. Infine, possiamo considerare come quarta dimensione quella che è rappresentata dai cosiddetti sistemi esperti, secondo i quali il sapere essenziale e fondamentale di un’intera professione (ad esempio la professione legale o quella relativa al funzionamento di un computer domestico) possa essere codificato in un computer o in architetture più sofisticate fino al punto in cui esso possa autonomamente e senza intervento umano svolgere una buona parte di quella professione senza ulteriori ausili.

Noi riteniamo che in questa tradizionale separazione (vedi per esempio il libro di Roger Penrose The Emperor’s New MindThe Emperor’s New Mind o in italiano La mente nuova dell’imperatore) manchi una fondamentale ulteriore dimensione che riguarda l’abilità di un’apparecchiatura elettronica di definirsi un problema e di trovare una soluzione adeguata prima che l’ambiente su cui essa possa agire (come nel caso della robotica) oppure anche non agire (come nel caso di un simulazione di un esperimento) si modifichi.

Noi definiamo questa quinta dimensione la predicibilità.

La sfida della predicibilità è estremamente interessante ed al tempo stesso difficile e complessa, perché essa coinvolge l’abilità di creare un modello accurato dell’ambiente e del sistema e questo modello deve contenere oltre che il sistema stesso anche degli elementi stocastici o casuali che rispondono a delle sollecitazioni esterne ed interne da parte del sistema e pertanto sono anch’essi manipolati dal sistema stesso che perturba continuamente l’ambiente.

Quello che noi abbiamo scoperto però è che queste separazioni delle dimensioni evolutive dell’AI, di cui le più importanti sono la robotica, i sistemi esperti, la fisiologia (utile anche a capire le interazioni sui social) e la predicibilità,  non sono così nette ma esistono diverse sovrapposizioni quando si tenta di definire cosa sia un sistema di intelligenza artificiale e come esso funzioni.

Infatti nel nostro sistema CHPDH in cui è utilizzata una tecnologia soprannominata Anaconda abbiamo potuto osservare che il sistema di AI vive ed opera in una dimensione unica definita dalla sovrapposizione di robotica e di predicibilità, un’area che noi crediamo sarà dove appariranno la maggior parte delle applicazioni sviluppate nei prossimi anni, si pensi solo alle macchine che si guidano da sole ed alle assistenti di ufficio.

Su questo fronte l’impegno di Cogenpower è di continuare la sua già importante attività di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’energia e dell’Intelligenza Artificiale.

Written by Dr Francesco Vallone

CEO innovativo e pieno di risorse

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